
Il signor de La Palisse è morto. Morto dinanzi a Pavia. Un quarto d’ora prima di morire era ancora in vita. Così cantavano i soldati francesi per ricordare uno dei loro condottieri caduti sul campo al termine dell’omonima battaglia combattuta nel 1525. Da qui il termine “lapalissiano” per indicare affermazioni ovvie e scontate.
James Danforth “Dan” Quayle, 44° vicepresidente degli Stati Uniti durante l’amministrazione Bush senior (1989-1993), unico nella storia ad avere un proprio museo personale, si ‘è anch’egli distinto per la disarmante ovvietà di alcune sue affermazioni. Eccone una piccola selezione:
- Durante una conferenza stampa gli chiedono di ipotizzare alcuni possibili scenari futuri. Un buon politico deve infondere fiducia ed ottimismo, per cui risponde sorridente: “Il futuro sarà migliore, domani“.
- Durante una visita in California si lascia andare a dichiarazioni entusiastiche sullo Stato ed i suoi abitanti: “Amo la California”, afferma. E per completare l’opera, rincara: “Io sono praticamente cresciuto a Phoenix”. Peccato che Phoenix sia in Arizona.
- Nel 1992, Los Angeles è messa a ferro e fuoco da disordini razziali scatenati dal pestaggio da parte della polizia di un uomo di colore, Rodney King. Calmatesi le acque, a chi gli chiede una sua analisi dei fatti risponde lucidamente: “Durante le ultime settimane mi è stato chiesto chi ha provocato i disordini e le uccisioni a Los Angeles. La mia risposta è diretta e semplice: Di chi è la colpa della rivolta? La colpa è dei rivoltosi. Di chi è la colpa degli omicidi? La colpa è degli assassini”.
- Accanito sostenitore della corsa allo spazio (forse perché i suoi pensieri si elevano solitamente oltre la cintura di Orione) e in veste di presidente del National Space Council precisa: “Per la NASA, lo spazio è sempre la principale priorità”. Alla faccia di chi pensava che a Cape Kennedy ci si dedicasse al ricamo. Poi chiarisce perentorio: “E’ giunto il momento per il genere umano di entrare nel sistema solare”. Abitavamo sul pianeta Vulcano e nessuno ci aveva avvertito.
- Sui rapporti tra Stati Uniti, NATO ed Europa non mostra la minima esitazione: “Siamo fermamente impegnati nella NATO. Facciamo parte della NATO. Siamo fermamente impegnati con l’Europa. Siamo parte dell’Europa”. I resti di Colombo, sebbene sparsi in tre diverse tombe – riportano i cronisti – hanno un sussulto.
- Chiamato a confrontarsi sui temi ambientali si scaglia contro le semplificazioni e dichiara: “Non è l’inquinamento a minacciare l’ambiente. Sono le impurità nell’aria e nell’acqua”.
Ripresentatosi alle presidenziali del 1992 (vinte dal democratico Clinton) l’impalpabile Dan afferma profeticamente: “se non ce la facciamo, corriamo il rischio di fallire”.
La Palisse vive, e combatte insieme a noi.
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