Secondo un sondaggio condotto dall’autorevole British Medical Journal su un campione di oltre 11.ooo lettori, tra cui numerosi ricercatori medici e personale infermieristico, la più importante innovazione in ambito della sanità dal 1840 ad oggi risulta essere lo sciacquone. Acqua corrente, servizi fognari e la magica seggetta in ceramica con meccanismo per l’espulsione di un provvidenziale getto di liquido purificatore hanno prevalso con il 15,8% delle preferenze. A seguire gli antibiotici (15%) e l’anestesia (14%). Più staccati i vaccini (12%) e la scoperta della struttura del DNA (9%).
Nessuna meraviglia: lo sciacquone infatti è uno dei fiori all’occhiello del genio britannico, essendo stato inventato da Sir John Harington, nobiluomo di corte della Regina Elisabetta I, nel 1596. Sir John, disegnò leonardianamente i progetti di un water closet azionato da una speciale valvola. Chiamatolo pomposamente Ajax, Ajace (evidentemente l’eroe omerico nell’epica lotta contro Ettore non usò come arma solo i proverbiali massi cantati nell’Iliade), Harington consigliava caldamente nelle istruzioni allegate al marchigegno di azionare il meccanismo fluidificante (o più volgarmente, di “tirare la catena”) almeno due volte al giorno per evitare sgradevoli ristagni. Fu tuttavia solo tre secoli più tardi, e cioè nel corso dell’Ottocento, che questa invenzione, insieme all’acqua corrente, cominciò a diffondersi in Inghilterra: un meraviglioso modello de luxe di seggetta e sciacquone fu esibito con successo al Crystal Palace di Londra durante l’Esposizione universale di Londra del 1851.
Si conferma dunque l’importanza dell’igiene pubblica per il progresso dell’umanità, ma anche l’incrollabile nazionalismo d’oltre Manica, che celebra il britannico sciacquone ma non menziona il bidet, invenzione sviluppata nel corso del Settecento dagli acerrimi rivali francesi. Nazionalismo talmente radicato da far sì che di tale invenzione, pure meritoria, non vi sia alcuna traccia nelle case e negli alberghi di Sua Maestà. D’obbligo dunque, ogni volta che assisterete al prorompere vigoroso del getto d’acqua, intonare, con la spazzola impugnata sul presentat-arm, il classico inno jingoista Rule Britannia/ Britannia rule the waves. Naturalmente, in attesa del “Bagno a Gravità Zero” (di cui vedete un prototipo nella foto), citato da Arthur G. Clarke nel suo “2001 Odissea nello Spazio”.
Toilet Story
20 Gennaio, 2007 di cymbalus
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