Cervelli in fuga
26 Gennaio, 2007 di cymbalus
La comunità scientifica è scossa da una serie di straordinarie notizie, frutto di anni di duro lavoro sul campo, di ricercatori appartenenti ad alcuni tra i più prestigiosi atenei nordamericani.
Il 29 dicembre scorso, una équipe di ricercatori dell’Università dell’Iowa (uno Stato noto finora solo per il fatto che darà i natali al capitano James Tiberius Kirk, comandante della Enterprise) ha reso noto che “gli adulti che vivono con dei bambini (non viene specificato il grado di parentela) “assumono più grassi degli adulti che non hanno bambini in casa”. Di più: gli scienziati hanno addirittura quantificato che gli adulti con prole consumano l’equivalente di una pizza congelata ai pepperoni (citiamo testualmente) a settimana. Sono in corso ricerche sui ricercatori, per scoprire di quale disturbi alimentari (e mentali) essi soffrano.
A questa scoperta che farebbe impallidire un Koch o un Pasteur, fa eco, quest’oggi, uno studio della Keck (l’assonanza è voluta) School of Medicine of University of Southern California. L’ufficio stampa dell’Ateneo (che vanta i biglietti da visita più lunghi del mondo) ha diffuso i risultati di una ricerca secondo la quale vivere in prossimità di un’autostrada trafficatissima per 24 al giorno sarebbe a lungo andare dannoso per la salute dei bambini. “Vivere in un’area altamente inquinata nei pressi di una strada trafficata” - ha rincarato senza battere ciglio l’epidemiologo W. James Gauderman - “raddoppia i possibili danni alla salute”. Alcune famiglie che abitano nei pressi del tratto autostradale normalmente percorso dallo scienziato lo stanno aspettando per chiuderlo con la sua auto (accesa) dentro ad un garage (sigillato), per verificare sul campo le sue ipotesi.
Parafrasando gli antichi: Ricercare, necesse est?
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