In giornata è stata diffusa la notiza della condanna in contumacia di Raniero Monaco Di Lapio, uno dei quattordici concorrenti nella casa del Grande Fratello. Il Tribunale di Roma – riporta un breve pezzo di Repubblica – ha stabilito la condanna ad un anno per lesioni, con la sospensione condizionale. La produzione del reality si è riservata di decidere se eliminare o meno il concorrente. Mentre però i dirigenti Mediaset erano riuniti per decidere il da farsi, si veniva a sapere che, poche ore prima, la polizia giudiziaria aveva eseguito, per conto della magistratura romana, l’arresto nella sua abitazione torinese di un omonimo, l’illustre clinico Raniero Furio Cotti Borroni. Nonostante le rimostranze dei figli Antongiulio e Antonluca, l’uomo è stato caricato a forza su un cellulare. A Rebibbia, nel corso delle operazioni di identificazione, il valente cardiologo ha ribadito con forza le sue rimostranze, ma senza alcun risultato. Una volta in cella, ha vibratamente protestato per la scarsa pulizia dei servizi igienici, chiedendo ripetutamente alla guardia carceraria che gli fossero passate delle salviette copritazza. Si è poi rifiutato di consumare il pasto, asserendo che la consegna era avvenuta in ritardo di “ben due minuti primi” sull’orario precedentemente comunicatogli e che in ogni caso “la ricetta delle penne al pomodoro prevede che siano guarnite con almeno due foglie di basilico”. Si è poi lanciato in un lungo monologo sulle possibili implicazioni dell’effetto serra, costringendo i suoi compagni di cella – due extracomunitari che non parlano una parola d’italiano – a chiedere di essere trasferiti in isolamento. L’equivoco si è presto chiarito, anche perché il direttore dell’istituto di pena ha ritenuto – per evitare l’imminente rivolta dei detenuti inferociti – di svolgere immediatamente accertamenti sul conto del signor Raniero Furio. La scarcerazione ha così evitato il ripertersi di un evento tragico come quello occorso (purtroppo realmente) al presentatore televisivo Enzo Tortora, accusato ed incarcerato ingiustamente per reati di mafia mai compiuti. Ad aspettare Raniero Furio Cotti Borroni al suo rientro a Torino i due figli. La terza moglie pare abbia lasciato l’appartamento, trascinando una voluminosa valigia, pochi istanti dopo l’arresto, per salire a bordo di un maggiolone bianco. Quanto all’altro Raniero, tra la casa del Grande Fratello e la galera…
Raniero del Grande Fratello: sfiorato un nuovo caso Tortora
31 Gennaio, 2007 di cymbalus
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