Allora, ricapitoliamo: De Gregorio (non quello che canta Celestino ma l’italiano nel mondo) dice che non vota Prodi, Bonaiuti parla di governo mozzarella (ma l’aveva già usata Grillo vent’anni fa con De Mita), Formigoni fa il punk di “Fuga da New York” e come se fosse di fronte a Jena Plissken dice che “se cade non si rialza” (ma di chi parla?), Pecoraro dice che farà il bravo e che i verdi faranno come Lupo De Lupis, “il Lupo tanto buonino” dei cartoni (quelli di Hanna e Barbera), Epifani come l’Esorcista chiede al governo di parlare con una “voce sola” (ma non dice se Prodi può roteare la testa e sputare verde), poi riparla Pecoraro (verde) che ha paura che un governo che non sia quello Prodi non sia pacifista (meno male che Bush è amerigano), poi dice che Prodi lo hanno scelto i cittadini, poi dice che i verdi non sono “sinistraradicale”, eccheppalle quanto parla sto’ Pecoraro, la Pollastrinivuole più “tensione unitaria” e vuol “far volare l’Italia” (non specifica da dove), Ferrero ricorda che i 12 punti non risolvono tutto (infatti non ci si fa neppure l’Intertoto), poi interviene in Financial Times e come tutti i giornali esteri non ci capisce una mazza dell’Italia e, tanto per far più casino, parla di “grande coalizione”, allora La Loggia prende la palla al balzo e dice che per Prodi è notte fonda (stai a vedere che Prodi è tornato in India come i Beatles a trovare il Maharishi Yogi), Cossiga (ma gli è ricresciuta la Kappa?) dice che Follini è uomo leale e come sempre nessuno capisce se scherza o dice sul serio, Ferrero riparla e dice che la svolta centrista gli garba pure (svoltare al centro???), Di Pietro dice che non ha senso vivacchiare (stasera andrà in discoteca), Landolfi esce dal cavallo della Rai e chiede a Fassino di rifiutare il voto dei senatori a vita (ma perché proprio a Fassino? Perché è invecchiato di trent’anni di botto?), la Pollastrini dice che tra quindici giorni tornano i Dico (ma non dice a fare cosa), Angeletti dice invece che le pensioni non si toccano, quindi occhio, Cicchitto studia geometria e si interroga sul “dodecalogo” (ma non era di Kieslowski?), Bonanni ritonfa sulle pensioni e, a proposito di Cicchitto, non vuol sentir parlare di coeffi-cienti, mentre la Bindi va da Prodi a parlar di famiglia, Damiano dice che i dodici punti sono “divini” anzi di più, visto che il Signore si fermò a dieci (ma allora c’era la proporzionale), Realacci, tanto per aprir bocca, dice di fare subito il partito democratico ma nessuno lo caga, Cremaschi minaccia lo sciopero generale, così almeno il casino non c’è solo a Montecitorio e a Palazzo Madama ma viene democraticamente ripartito alla cittadinanza tutta, Rutelli si pettina e si dice fiducioso, Prodi molla la Bindi e telefona alla Pollastrini, Bonanni vuol l’accordo di governo subito (e il partito democratico? Chiede stranito Realacci), Rinaldini, che viene da Marte, dice che la crisi di governo “non deriva dalla politica estera”, Matteoli dice che l’Unione è una “babele di voci”, ma nessuno della Casa delle Libertà lo sente perché sono tutti impegnati a fare dichiarazioni a vanvera, Rutelli si crede Bono e dice che bisogna ridurre il debito (guarda che era “azzera il debito”), Giannini accetta il dodecaedro ma dice che così ci si sposta tutti a destra (orzare, please), Grassi annuncia solennemente che voterà sulla base della scelta del suo gruppo (ma allora perché parla?), la Menapace (la zia di Menabotte, quello di “Asterix e i Normanni”) dice che non farà mancare il suo voto (ma la notizia era semmai se avesse annunciato il contrario…), Moroni chiede lumi sui Dico e fa battute da avanspettacolo parlando di “atteggiamento equivoco del governo” al riguardo, Turigliatto si dice “non convinto dei 12 punti di Prodi” (poi scappa, inseguito da un senatore di Rifondazione che lo minaccia con l’indice della mano destra), Kossiga torna Cossiga e dice che forse vota a favore se l’Udc fa altrettanto (i senatori UdC gli lanciano contro una consonante), Sircana (non è un pianeta di “Guerre stellari”) fa un parallelo tra il 1994 e oggi: Berlusconi fece lo stesso, dice, ma poi salta l’ultima porta e lo squalificano, Russo Spena (autore dell’autobiografia dal titolo “Formidabili anche i miei anni!”) stigmatizza le indiscrezioni sulle pensioni (ancora!), Di Pietro dice che “bisogna ritrovare lo spirito” e corre alla buvette del Senato, Migliore è astemio e si accontenta di “ritrovare consenso”, poi arriva Montezemolo con la Felpa FIAT e dice che il paese ha bisogno di “sprigionare energie” (lo spettinano e lui corre dall’estetista), Fini dice di Follini: “non credevo lo facesse”, Follini gli risponde “Ooops! I did It again!”, Prodi riceve Bersani, che arriva in risciò, Angius spera nella fiducia ma vede delle fibrillazioni (Berlusconi si fa ricontrollare il pacemaker), la Finocchiaro è serena, ma continua a fumare, Fassino è fiducioso, la Bindi lascia Prodi e vuol rafforzare la faniglia, Casini mette la parola fine alla giornata “No a Prodi, ma la Casa delle Libertà fa ridere”, dichiara da Ferrara, in breve: il governo fa piangere e l’opposizione fa ridere, qualcuno ci salvi, per favore.
P.S. Ora potete respirare…
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“Anf!…Anf! Aoh, che me voi ammazza? Fanne nartra cossi e te denuncio!”
Comunque mi sà che le tue conoscenze possono aiutare a capire meglio la nostra “situation” a quelli del “Financial Times”. Aiutare, poi se capiscono è tutto un dire! Saluti e stammi bene.
Il Times non lo sa, ma come diceva quel vigile urbano all’imbianchino, “per fare una grande coalizione non ci vuole un governo grande, ma un grande governo”