Un primo segnale di allarme – retaggio di un passato solo in apparenza lontano anni luce – era già stato lanciato dalla blogosfera qualche giorno fa (vedi qui), ma era caduto nel vuoto. Oggi la conferma che le ombre di quella stagione politica non sono ancora completamente fugate: al congresso del Nuovo PSI, apertosi a Roma si sono fronteggiate aspramente la corrente di De Michelis e quella di Caldoro. Lo scontro si è fatto talmente aspro da degenerare in un diverbio e poi in un vero e proprio scontro fisico tra i delegati. A questo punto, la direzione dell’albergo si è vista costretta a richiedere l’intervento della forza pubblica.
E’ bastato tuttavia che la notizia dell’imminente arrivo della polizia trapelasse tra i delegati socialisti e tra i politici delle altre forze di tutto l’arco parlamentare – invitati a seguire lavori come osservatori – per risolvere immediatamente la situazione. Al momento dell’irruzione degli agenti, infatti, la sala convegni era già completamente deserta.
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Che dire? Ombre sbiadite di antichi fasti oramai scomparsi. Figuranti che recitano in un teatro vuoto e buio. Niente altro che desolazione. “Non ti curar di loro”, caro, ma “guarda e passa”.
Cosa vuoi, anche loro si trovano a doversi contendere un misero appezzamento di terreno, unico superstite delle razzie degli anni che furono.
Una guerra tra poveri (di spirito), insomma.
E grazie per la citazione!
@Vox Nova e Matteo (la citazione era doverosa: quella copertina fece epoca): concordo con voi. In effetti il clima è da scaramuccia tra poveri indiani alcolizzati che vegetano in una riserva. Ma è anche l’ennesima dimostrazione della pervicace, vuota autoreferenzialità di una classe politica che, sia che operi in partiti-panda (sull’orlo dell’estinzione) come il Nuovo PSI o in schieramenti ben più forti, si accapiglia solo per questioni di lana caprina. Chi per l’osso, chi per il filetto. Costantemente.