Da un esperto di cose dell’America Latina (tornate indietro e riaccendete il computer, non stiamo parlando di Gianni Minà) che desidera mantenere l’anonimato riceviamo e pubblichiamo:
C’è qualcuno di voi che ha abbastanza primavere sul groppone per ricordare le mitiche telecronache del calcio brasiliano che un allora misconosciuto Mario Mattioli (adesso RAI) effettuava tra la fine degli anni ‘70 e i primi anni ‘80 per alcuni circuiti televisivi privati? Rammentate la sua caratteristica voce nasale (si vociferava che effettuasse i commenti con una patata in bocca e la molletta sulle narici), i suoi strazianti “Gooooooooooooooooooooooooooooooooool” da radiocronista brasileiro tarocco? Tra i giocatori che componevano l’Olimpo di quelle telecronache strampalate ce n’era uno dal nome particolare: Biro Biro (o, secondo la fonetica adenoidale di Mattioli, “Birou Birou”) .
All’anagrafe Antonio José da Silva Filho, Biro Biro (oggi quarantasettenne) era una delle stelle del Corinthians di quegli anni. Giunto alla formazione paulistanel 1978 ne ben presto una bandiera sia sul rettangolo di gioco (per la sua combattività e per i suoi con i suoi inconfondibili capelli giallo-limone) che fuori dal campo. Alle elezioni, tenutesi proprio nel 1978, molti elettori, in segno di protesta contro la giunta militare al potere in Brasile, annullarono infatti la scheda scrivendo sopra “Biro Biro”, il nome del loro idolo. Per uno strano scherzo del destino, Biro Biro, una volta ritiratosi dai campi da gioco, ha intrapreso la carriera politica e dopo essere stato vereador (l’equivalente di consigliere comunale) a San Paolo adesso e’ assessor do deputado (consigliere di un deputato) dello stesso Stato. Ha anche un proprio blog sul quale i suoi sostenitori possono dialogare con lui o semplicemente intonare, come in quel lontanto 1978, “Vota BiroBiro”, “Vota BiroBiro”…
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