Dall’autorevole rivista statunitense “The Onion” riceviamo, traduciamo e pubblichiamo una drammatica notizia di cronaca:
Martedì scorso nella località di Huntsville (Alabama), Jesus Christ detto Messia, noto attivista antiabortista ha ucciso due persone e ne ha ferite in modo serio altre sette, aprendo il fuoco nella sala d’aspetto di una clinica dove veniva praticato l’aborto.
Il personale della sicurezza presso la Clinica Medico-Ginecologica di Huntsville è riuscito a disarmare Messia prima che potesse ricaricare l’arma, una Glock 9mm di seconda mano che le autorità hanno poi scoperto essere stata regolarmente acquistata in un negozio di caccia e pesca di Jackson (Massachussets). “L’aborto è un peccato”, ha dichiarato Christ mentre veniva condotto via in manette, “È un abominio ai Miei occhi”. I testimoni hanno raccontato che l’aggressione, a seguito della quale hanno perduto la vita il dottor Nelson Woodring, 51 anni, e l’infermiera Danielle Costa, 29enne, è accaduta come se l’uomo sbucasse “dal nulla”.
“Si è diretto al bancone delle ammissioni e ha chiesto di poter vedere il dottor Woodring”, ha dichiarato la receptionist Iris Reid. “Un secondo dopo stava gridando passi della Bibbia, aprendo il fuoco su tutto quello che si muoveva”.
“E’ stato orribile”, ha aggiunto l’infermiera Jessica Combs, ferita e ricoverata in un ospedale della zona per ferite di arma da fuoco alla gamba e all’addome. “Ha messo le mani sulla testa di Woodring, gli ha detto che lo perdonava per i suoi peccati e poi gli ha sparato dritto in faccia”. Le autorità di polizia di Huntsville non sono ancora stati in grado di spiegare come il Messia sia stato capace di aggirare la sicurezza ed entrare senza essere notato dalle telecamere a circuito chiuso nella sala d’aspetto della clinica. Una volta penetrato nell’edificio, Lui ha poi estratto la pistola che aveva nascosto sotto la tunica. Anche gli investigatori della FBI si sono dichiarati “perplessi”, affermando che Christ si è mosso “per vie misteriose”.
Parlando ai giornalisti dal suo luogo di detenzione, il trentatreenne Christ ha detto di non essere pentito di ciò che aveva appena fatto.
Christ rischia la pena di morte, ancora vigente nello Stato dell’Alabama. Il docente di diritto penale dell’Università del Michigan, Arthur Lipscomb, intervistato al riguardo ha
dichiarato che “con il giusto giudice e la giusta giuria, Christ rischia di essere condannato a morte di nuovo”. In questo caso, ha proseguito Lipscomb, lo Stato dell’Alabama sarebbe più propenso a fare ricorso al metodo dell’iniezione letale piuttosto che a quello della crocefissione. Dal canto suo, Christ ha dichiarato di non temere una simile prospettive: “Quelli che mi conoscono” – ha fatto sapere tramite i suoi dodici legali – “sanno che sono disposto a morire per i peccati altrui, se questi peccati sono l’avarizia, l’accidia, l’idolatria o la macellazione di una vita non nata”.
La sparatoria di martedì non è il primo episodio che vede Jesus Christ avere a che fare con la legge. L’8 aprile dell’anno 29, Egli fu arrestato nella provincia romana della Giudea per false dichiarazioni e millantato credito (si spacciava per Re d’Israele). L’11 gennaio 1996, Christ, insieme a sei altri attivisti antiabortisti fu arrestato per aver cercato di bloccare l’accesso ad una clinica di Cheektowaga (New York) dove si praticavano aborti. Nell’ottobre 1997, fu nuovamente arrestato per aver spedito per posta buste contenenti antrace a due dozzine di medici abortisti in tutti gli Stati Uniti.
Nelle foto. In alto: Uno sceriffo federale conduce Christ in cella. Nel riquadro: uno dei feriti viene trasportato in ospedale.
Nella foto successiva: Christ (il secondo da destra) alla testa di una manifestazione del movimento per la vita organizzata per le vie di Washington nel 1995.
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