Ha avuto inizio a Genova la seconda parte della requisitoria dei pm nell’ambito del processo per le violenze avvenute nella caserma di Bolzaneto, in margine alle drammatiche giornate del G8 del 2001.
Al termine delle dure parole usate dai pm nei confronti degli agenti indagati, ha preso la parola la difesa, che ha demolito con arguto e circostanziato argomentare ed ispirata vena retorica le tesi dell’accusa.
“Nessuna violenza di sorta” – ha dichiarato il collegio difensivo “si è mai consumata nella caserma in questione”. “Semmai” – ha proseguito il principe del foro – “gli agenti hanno cercato, vista la costituzione esile e macilenta degli attivisti NoGlobal, di svilupparne le capacità fisiche e affinarne le doti mentali”.
La posizione del cigno, che secondo i pm sarebbe stata inflitta per ore ad alcuni dei fermati, è infatti un classico della preparazione atletica di ogni buon karateka. “E’ il metodo con il quale il signor Miyagi ha portato alla vittoria il giovane ed inesperto karate Kid”, ha affermato l’avvocato. Si spiegherebbero in questo metodo anche molte delle presunte violenze nei confronti delle giovani. “Furono fatte spogliare nude” – ha puntualizzato la difesa – “semplicemente perché utilizzassero i loro vestiti per il metodo (sempre usato dal signor Miyagi) del metti cera leva cera, con il quale si potenziano i muscoli delle braccia”.
Quanto all’espressione “Nano di merda”, erroneamente attribuita da alcuni agenti ad un napoletano disabile (“certo che questo, le ha proprio tutte”, ha chiosato finemente l’avvocato) era invece riferita al sapore decisamente aspro di un famoso aperitivo in voga negli anni ‘70-’80 che i tutori dell’ordine stavano degustando mentre interrogavano pacatamente il ragazzo. I piercing strappati anche dalle zone intime, infine (al profferire di questa frase i 3/4 del pubblico, l’intera giuria popolare e i giudici togati sono stati visti piegarsi in avanti, portarsi le mani sulle zone pubiche e, con gli occhi serrati, fare strane smorfie con la bocca) sarebbero stati invece tolti con tutte le dovute precauzioni allo scopo semmai di meglio apprezzarne la foggia. “Molti dei miei clienti sono accaniti della body art in tutte le sue espressioni. Insomma, tutto un equivoco, un qui pro quo generato da azioni sorte così, “per burla, per celia, che si chiariranno presto”, ha concluso la difesa.
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E sparito il mio commento. Non era di vostro gradimento?
Spiegatemi,vi ascolterò.
@Mario: non censuro mai i post (tranne quelli passibili sul piano penale), figuriamoci quelli che eventualmente esprimono critiche. Sono i più graditi. Come vedi, ho però messo un filtro preventivo per evitare offese gratuite, spam e altra spazzatura. Non è questo il tuo caso, per cui, visto che il tuo commento pare essere andato perduto, ti invito a postarlo di nuovo. Sarò lieto di pubblicarlo. Ciao.
ok più tardi ci proverò grazie e buona giornata