Scandalo Liechtenstein: non solo evasione fiscale ma anche fondi neri. Più di 70 i politici coinvolti. Ecco i primi nomi.
28 Febbraio, 2008 di cymbalus
Dopo le prime anticipazioni di oggi, dalla stampa internazionale emergono sempre maggiori particolari sullo scandalo bancario in Liechtenstein. L’evasione fiscale sarebbe solo un aspetto tutto sommato minore di una vicenda che travalicherebbe i confini del piccolo principato con capitale Vaduz e che invece nasconderebbe un giro di fondi neri utilizzati per l’illecito finanziamento di partiti, uomini politici, giornalisti ed imprenditori. Tra i personaggi coinvolti figurerebbero più di una settantina di uomini politici, deputati e senatori, appartenenti in pratica a tutto l’arco costituzionale. Tra questi, ha dichiarato agli inquirenti uno degli indagati, l’ex amministratore delegato della filiale di una Banca romana in Liechtenstein Giuseppe Tanlongo, anche alcuni ex presidenti del Consiglio.
Trattenuto dalle autorità del principato, Tanlongo e il cassiere dell’istituto romano, Lazzaroni, sono accusati di evasione fiscale e di aver prelevato denaro dalle casse del loro istituto per finanziare illecitamente alcuni partiti politici per una cifra calcolata intorno ai dieci milioni. Oltre che nelle mani di uomini politici, che le avrebbero utilizzate per finanziare la campagna elettorale dei loro schieramenti ma anche per spregiudicate operazioni finanziarie personali, le somme sarebbero servite per favorire operazioni speculative di “circoli affaristici” non ben precisati oltre che a corrompere alcuni giornalisti per evitare fughe di notizie.
Partecipi dello scandalo sarebbero stati inoltre altri istituti, in particolare la banca privata londinese Sanders & Co. che, su iniziativa dello stesso Tanlongo, per tramite del figlio, avrebbe coperto gli ammanchi con false dichiarazioni per un totale di nove milioni. Oltre a Tanlongo, suo figlio e i fratelli Michele e Edgardo Lazzaroni (in pratica i vertici della filiale di Vaduz della Banca romana), tra gli indagati nei confronti dei quali sarebbero già stati spiccati mandati di cattura internazionali figurerebbero un imprenditore, il commendator Antonio Monzilli, il senatore Emanuele Notarbartolo e il deputato Rocco De Zerbi. Inoltre, voci sempre più insistenti riferiscono che le autorità inquirenti stanno indirizzando le loro attenzioni alla moglie di un ex presidente del Consiglio cui Tanlongo avrebbe versato cospicue somme per finanziare alcuni investimenti di natura personale.
Si attendono sviluppi anche se è già possibile anticipare che si preannuncia uno scandalo di proporzioni inusitate. Il tutto nel mezzo di una campagna elettorale tra le più delicate della storia recente d’Italia.
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E l’ultimo in fatto di tempo,atto che consacra l’ignoranza e la peggiore sequenza di vizi capitali dei nostri politicanti e accessori.
Il dire che non ne possiamo più suona quasi ridicolo se non implicasse la tragedia di uno splendido popolo quale l’italiano.
E vero,a volte sembriamo un pò bolsi e incapaci,a volte retrogradi e ingenui,ma in noi esistono virtù che fanno dimenticare queste qualità negative. La maggioranza è lavorativa,piena di ingegno,tollerante al massimo nel confronto co i propri simili. Siamo nella maggioranza amante e configuratrice delle cose più belle che siano mai state fatte in tutta la storia dell’uomo,portiamo sovente allegria accompagnata a senso del dovere e del valore patrio. Perchè quindi questa condanna…
“ai posteri l’ardua sentenza”.
Caro “Mario” ma dove abiti, nel paese dei balocchi? Togliti quelle fette di prosciutto dagli occhi e guardati intorno: l’italia che racconti così bene sembra la cronaca di uno di quei documentari che Orson Welles girava negli anni ‘50 in giro per il mondo. Ma non è mai esistita un’italia così, tantomeno ora. Ecco perchè sto male al pensiero che come te ci siano alte migliaia di persone, persone che vedono oro al posto della m…
Continuate a dormire sonni tranquilli, cari i miei dormiglioni del duemila…