Vivalitalia. Un altro morto sul lavoro a Genova
29 Febbraio, 2008 di cymbalus
Fabrizio Cannonero, quarant’anni, operaio della Culmv è morto precipitando dalla gru con la quale stava lavorando alle operazioni di carico e scarico delle merci di una nave mercantile ancorata al molo Sech del porto di Genova. A seguito di questa ennesima tragedia sul lavoro, è stato decretato immediatamente uno sciopero di 48 ore.
Costernazione e solidarietà ai familiari della vittima sono giunti dagli esponenti di tutte le forze dell’arco costituzionale. “Occorre dare un segnale forte e chiaro per risolvere alla radice questo problema” - ha dichiarato UolterUeltroni - “Stiamo perciò valutando la possibilità di candidare nelle nostre liste un collega del lavoratore scomparso”.
Vivalitalia.
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Ma quando smetteranno questi politicanti di dire e fare stupidaggini. Ho una lunga e variegata esperienza sul lavoro e posso affermare che quasi tutte le aziende danno gli strumenti necessari affinchè i lavoratori possano premunirsi in caso di lavori rischiosi. Gli è che in taluni casi sono i lavoratori stessi non usano
questi strumenti anche in nome di una maggiore possibilità di movimento. Infatti quegli stessi strumenti che dovrebbero salvaguardarli, impediscono una certa rapidità di esecuzione del lavoro stesso. Può nascere qui una diatriba sui tempi e metodi
e quindi sui costi che ne derivano ma è evidente di contro che coloro che esaminano le offerte di appalti non tengono minimamente conto di queste esigenze. Se ne tengono conto, sovente obbligano comunque i datori di lavoro a perseguire gli stessi tempi che si otterrebbero senza mettere in atto i dispositivi di sicurezza. Vi è inoltre da esaminare un’altro fattore umano di non poca rilevanza,ossia,il lavoratore con uno sbagliato senso di valutazione e un altrettanto falso senso di
sicurezza evita questi sistemi in nome di un presunto senso
di autoaffermazione sui componenti della squadra. Non nego
a priori che vi siano sacche di imprenditori (piccoli medi grandi)
che speculano insieme agli appaltatori sulla pelle di chi in ultima analisi permette a loro un benessere oltre il loro naturale limite,ma sono sicuro che una attenta analisi dei singoli casi,mi darebbero ampiamente ragione. Allontaniamo quindi coloro che dietro ad una scrivania sono pronti a suonare le trombe del giudizio,quando loro,per primi,sono la causa di questi fatti drammatici.