Mondi paralleli
28 Marzo, 2008 di cymbalus
In uno dei suoi lavori di taglio divulgativo più noti, il fisico americano di origini giapponesi Michio Kaku ribadisce ciò che gli studiosi di questa disciplina conoscono ormai da tempo, ovvero la fondatezza dell’esistenza del multiverso. In altri termini, l’esistenza di universi paralleli. Su questa eventualità si sono costruiti del resto decine di racconti e di pellicole di fantascienza.
Possono dunque esistere mondi separati semplicemente da un singolo evento quantistico, mondi in cui la Germania nazista ha trionfato nella seconda guerra mondiale (come nell’Uomo nell’alto castello, più noto da noi come La svastica sul sole, o in Fatherland, romanzi rispettivamente di Philip K. Dick e Robert Harris), mondi in cui la Russia sovietica domina su tutta l’Europa, mondi in cui i Turchi hanno vinto a Lepanto, mondi in cui la Campania è all’avanguardia nella raccolta nel riciclaggio dei rifiuti e così via.
“Scivolare da uno di questi mondi all’altro” - ci avverte Kaku - “è compatibile con le leggi della fisica, ma è estremamente improbabile”. In realtà, pare invece che qualcuno ci sia riuscito: i nostri politici e i loro attivisti. Come spiegare altrimenti certe iniziative di alcuni candidati alle elezioni del prossimo aprile?
Giuseppe Ciarrapico, “camerata non pentito” e candidato al Senato (con polemiche) nelle liste del PdL vive ad esempio in una dimensione spazio-tempo nella quale la riunione del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 (che spodestò il duce) non si è mai tenuta e visita perciò con commozione l’agro pontino di mussoliniana memoria, salutando la “granittica e opperossa” comunità di Littoria, fondata appunto dal cavalier Benito Mussolini ai tempi della bonifica. Città che invece adesso si chiama Latina e che accoglie un pizzico interdetta il “Ciarra” versione “abile e metodico trebbiatore”.
Un po’ come quando Diliberto (che evidentemente pensa di trovarsi ai tempi della cagnetta Laika e di Yuri Gagarin) propose di importare dalla Russia invece che gas metano o badanti poppute, la salma imbalsamata di Lenin.
I candidati - ma purtroppo anche una parte della base - del partito democratico paiono invece equamente ripartiti in vari universi paralleli. Alcuni credono di stare marciando al canto di We Shall Overcome lungo il mitico Lincoln Memorial di Washington, fianco a fianco con Gianni Minà (anche lui prigioniero del multiverso degli anni Sessanta) e i fratelli neri del reverendo Martin Luther King. Altri sono fermi agli anni Trenta e Quaranta e, dopo aver asceticamente riununciato alla barbara pratica del sati (il bruciare viva la vedova insieme al marito morto), pensano di partecipare alla marcia del sale di Gandhi. E ci fanno pure un video agghiacciante (ma, dicono, “goliardico”). Altri - i più fuori di testa - vivono invece i tumultuosi Settanta e, agghindati con pantalone a zampa di elefante, pensano di stare al 254 West di Manhattan, nel mitico Studio 54 di Steve Rubell e di funkeggiare al ritmo disco-pacs di YMCA, ribattezzata “I am PD“. Con il risultato che i Village People, ormai novantaquattrenni, hanno loro intimato - fortunatamente riuscendo nel loro intento - di porre fine allo scempio.
Quanto ai socialisti, Boselli oscilla addirittura tra più dimensioni spazio-temporali: si sposta dalla Galilea del tempo di Gesù Cristo (”era socialista” ha dichiarato con originalità pochi giorni or sono) al mondo patinato del porno anni Ottanta (con la candidatura, poi saltata, di Milly D’Abbraccio). “Nessuna contraddizione” - hanno puntualizzato piccati dagli ambienti socialisti - “in fondo entrambi hanno basato tutta la loro esistenza sull’amore”.
Comunque, il fatto di vivere in una dimensione parallela non sempre si dimostra una scelta azzeccata. Almeno per certi candidati.
Ne sa qualcosa Daniela Santanché - paladina della destra-che-più-destra-non-si-può che, dopo aver litigato ferocemente con Alessandra Mussolini (esponente della destra-che-sta-a-destra) si è evidentemente convinta di vivere in una dimensione spazio-tempo in cui via Bovisacca a Milano ospita uno dei più lussuosi disco-pub del Nord Italia. E invece si è trovava nel mezzo di un campo nomadi, incazzosi per giunta, che l’hanno accolta con fischi, urla e cartelli offensivi. E che dire di Gianfranco Fini, il leader della destra-men-destra-della-destra-più-destra? Lui, addirittura, in una falla spazio-tempo si è praticamente perduto, visto che è letteralmente sparito dal dibattito politico. Bossi lo ha probabilmente imitato. Le voci che lo davano perduto indietro nel tempo sembrano aver trovato conferma dopo il ritrovamento da parte di alcuni ricercatori americani, di una curiosa e in parte inintellegibile registrazione risalente a 148 anni fa. Come in Timeline di Crichton, la misteriosa voce registrata sarebbe in realtà di un messaggio di aiuto attraverso il tempo rivolto dal leader leghista alle camicie verdi o a un non ben precisato Pierrò (Fassino?).
Insomma, mentre la nostra classe dirigente sguazza libera nel multiverso, per i comuni mortali una possibile via d’uscita giunge proprio dalle ardite teorie di Kaku. Presto, infatti, tutti gli italiani e non solo un piccolo gruppo di privilegiati potranno crearsi dal nulla un loro baby-universo personale. Come? Ci sono vari metodi: tra i tanti, Kaku suggerisce quello di realizzare un acceleratore di particelle delle dimensioni del sistema solare, “sparare” nello spazio un fascio di particelle subatomiche, creare instabilità nello spazio-tempo e far “germogliare” dal nulla un nuovo universo parallelo.
Oppure, semplicemente, scappare all’estero.
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