Le battaglie che hanno fatto la storia (compendio per top manager)
3 Aprile, 2008 di cymbalus
Sulla scia della straordinaria performance oratoria del top manager Telecom Luca Luciani, che ha arringato i suoi fedelissimi esaltando le doti di stratega di Napoleone a Waterloo, forniamo alcuni ulteriori esempi di grandi trionfi militari ad usum (1) di altri maghi del “fare impresa” che tengono alto il nome del nostro paese, oltre che la sua economia, con le loro doti e la loro preparazione personale.
Un primo esempio è certamente quello che, il 10 agosto dell’anno 490 avanti Cristo, nell’assolata piana di Maratona, simile per certi versi a quella di Waterloo dove Napoleone celebrò il suo trionfo su Wellington (poi esiliato a Sant’Elena), vide consumarsi la famosa vittoria del brillante Artaferne contro l’esercito degli Elleni guidato dall’inetto Milziade.
Com’è noto, dopo lo scontro un valoroso soldato persiano percorse prima a nuoto e poi a corsa le migliaia di chilometri che separavano la piana di Maratona (in Grecia) da Persepoli capitale dell’Impero di re Dario I il Grande (nell’attuale Iran). Il prode (nel senso di persiano, non di Romano) ebbe appena il tempo di annunciare la buona notizia prima di cadere a terra fulminato da un infarto. E’ infatti in onore di quell’oscuro membro delle falangi persiane - vittoriose contro i greci - che nelle olimpiadi moderne si corre la celebre Maratona, un misto di nuoto e corsa per uomini temprati a sforzi sovraumani.
E che dire della leggendaria carica della cavalleria leggera di Lord Cardigan a Balaklava durante la guerra di Crimea del 1854? Seicento uomini lanciati frontalmente al galoppo armati solo di sciabole e lance contro le batterie di cannoni russi. Combattenti straordinari, usciti vittoriosi - ma soprattutto senza neppure un ferito - da uno scontro sulla carta impari.
Non mancano neppure gli esempi forniti dai nostri impareggiabili soldati. Senza citare la grandiosa vittoria coloniale di Adua del 1896, quando le forze del geniale stratega Baratieri sgominarono le orde abissine del negus Menelik, come non ricordare l’impareggiabile trionfo di Caporetto durante la prima guerra mondiale - quando gli italiani sfondarono il fronte austro-ungarico giungendo alle porte di Vienna - o la brillante campagna balcanica che, tra il 1940 e il 1941, vide gli italiani spezzare le reni alla Grecia o, infine, l’inarrivabile trionfo (in questo caso da condividere con gli alleati tedeschi) di El Alamein, con il quale i nostri reparti ridicolizzarono i soldati alleati comandati dal generale Montgomery?
E come non rammentare la geniale mossa strategica del generale Paulus, comandante in capo delle forze tedesche, che fece finta di essere circondato nella celebre battaglia di Stalingrado, che poi si concluse - come tutti i top manager sanno - con la vittoria dei fantaccini della Wehrmacht contro le superiori forze dell’Armata Rossa?
Insomma, da Canne a Tsushima, da Roncisvalle a Gettysburg sono innumerevoli gli esempi di grandi battaglie e di grandi condottieri che possono essere tirati in ballo come esempio da Head manager (da cui l’espressione ‘testa da manager’) “de noantri”, trucemente incazzatti, dottamente acculturati ed economicamente ben ricompensati (858.000 euro solo nel 2007!), per motivare i loro costernati collaboratori.
Buon lavoro.
P.S.
Sia chiaro: tutti possono sbagliare. Del resto, anche gli Alleati, in Normandia, ebbero una giornata nera…
Nota per i Top manager
(1) - Ad usum. Espressione latina, ovvero proveniente dall’idioma italico antico parlato nei territori assoggettati all’antica Roma e rimasto nell’uso comune anche dopo la grande vittoria dell’imperatore romano di Occidente, Romolo Augustolo contro il barbaro Odoacre.
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