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Archive for gennaio 2007

raniero_furio.gifIn giornata è stata diffusa la notiza della condanna in contumacia di Raniero Monaco Di Lapio, uno dei quattordici concorrenti nella casa del Grande Fratello. Il Tribunale di Roma – riporta un breve pezzo di Repubblica – ha stabilito la condanna ad un anno per lesioni, con la sospensione condizionale. La produzione del reality si è riservata di decidere se eliminare o meno il concorrente. Mentre però i dirigenti Mediaset erano riuniti per decidere il da farsi, si veniva a sapere che, poche ore prima, la polizia giudiziaria aveva eseguito, per conto della magistratura romana, l’arresto nella sua abitazione torinese di un omonimo, l’illustre clinico Raniero Furio Cotti Borroni. Nonostante le rimostranze dei figli Antongiulio e Antonluca, l’uomo è stato caricato a forza su un cellulare. A Rebibbia, nel corso delle operazioni di identificazione, il valente cardiologo ha ribadito con forza le sue rimostranze, ma senza alcun risultato. Una volta in cella, ha vibratamente protestato per la scarsa pulizia dei servizi igienici, chiedendo ripetutamente alla guardia carceraria che gli fossero passate delle salviette copritazza. Si è poi rifiutato di consumare il pasto, asserendo che la consegna era avvenuta in ritardo di “ben due minuti primi” sull’orario precedentemente comunicatogli e che in ogni caso “la ricetta delle penne al pomodoro prevede che siano guarnite con almeno due foglie di basilico”. Si è poi lanciato in un lungo monologo sulle possibili implicazioni dell’effetto serra, costringendo i suoi compagni di cella – due extracomunitari che non parlano una parola d’italiano – a chiedere di essere trasferiti in isolamento. L’equivoco si è presto chiarito, anche perché il direttore dell’istituto di pena ha ritenuto – per evitare l’imminente rivolta dei detenuti inferociti – di svolgere immediatamente accertamenti sul conto del signor Raniero Furio. La scarcerazione ha così evitato il ripertersi di un evento tragico come quello occorso (purtroppo realmente) al presentatore televisivo Enzo Tortora, accusato ed incarcerato ingiustamente per reati di mafia mai compiuti. Ad aspettare Raniero Furio Cotti Borroni al suo rientro a Torino i due figli. La terza moglie pare abbia lasciato l’appartamento, trascinando una voluminosa valigia, pochi istanti dopo l’arresto, per salire a bordo di un maggiolone bianco. Quanto all’altro Raniero, tra la casa del Grande Fratello e la galera…

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georgie.gifUno scoop senza precedenti: le trascrizioni integrali delle chiamate dal telefono mobile di Monsieur S. nelle convulse ore successive alla pubblicazione delle dure parole da parte di M.me V. (vedi Desperate Housewife). Le riportiamo così come sono, con l’aggiunta di qualche indicazione utile a meglio comprendere personaggi o situazioni.

telefonate 1 e 2
Viene chiamato un numero fisso, probabilmente quello di Madame V. Si sente il segnale di chiamata e lo scatto di una segreteria telefonica
.
Monsieur S.: “Pronto? [silenzio] Pronto, fragolina? Ci shei? Shono io… Volevo parlarti di ieri sera. Sho che ci shei… Pronto?”
la comunicazione si interrompe. Nuova telefonata e scatto della segreteria telefonica di M.me V.
Monsieur S.: “Pronto? [silenzio] Fragolina? Guarda che era tutto un giuoco… Ti hanno riferito male… Posso spiegarti… Rispondi, dài…”
La comunicazione viene nuovamente interrotta (verosimilmente da M.me V.)
Monsieur S.: “Pronto? [Monsieur S. sembra biasciare qualcosa che assomiglia ad una canzone ] Que reste till’ de nos’amuur… Que reste till’… Pronto? [nuova interruzione] Pronto?”


telefonata 3
Viene chiamato un numero di cellulare, stavolta quello di Monsieur Fidèl, collaboratore fidato di Monsieur S.
Fidèl: “Prunt’?”
Monsieur S.: “Pronto, Fidèl?”
Fidèl: “S., l’è success’ un bel casino. Hai letto i giornali?”
Monsieur S.: “Ascolta, Fidèl… Fragolina non ne vuol sapere di rispondermi. Ho tentato anche il trucco dello chansonié, ma non ha funzionato! Come posso fare?”
Fidèl: “Guarda, senti il Massimo…”
Monsieur S.: “Chi, il filosofo barbuto e impiccione? Va bé, adesso provo…”

telefonata 4
Viene chiamato un numero di cellulare, che Monsieur M. crede essere del filosofo Massimo ma che invece, per un errore di digitazione, appartiene a Luciano M., vecchia conoscenza di Monsieur M.
Luciano M.: “Prontooo?”
Monsieur S.: “Pronto?”
Luciano M.: “Guarda che io gli ho detto: io con te non ci voglio parlare! Poi gli ho riattaccato il telefono… Ci vuole pure una dose di sfacciataggine. Poi ho parlato con Paolo Bergamo e con l’altro”
Monsieur S.: “Pronto, ma chi parla?”
Luciano M.: Ma che scherzi? Io a Paparesta gli faccio togliere la patente, con l’obbligo dei danni entro 15 giorni. Altrimenti è affiliato alla Legione Straniera. Vedrai che glielo faccio! Domani sera vado al Processo e gli faccio un culo…”
Monsieur S.: “Ma chi è, cribbio? Si prende giuoco di mè?”
Luciano M.: “Sìssì, guarda che le moviole le movimento tutte! A parte il fatto che non ce n’è bisogno, lo fanno da soli. Ma stavolta le alimento io le moviole!”
Monsieur S.: “Inshomma!” [riattacca]

telefonata 5

Nuova chiamata al numero fisso di M.me V. La segreteria è nuovamente in funzione.
Monsieur S.: “Pronto? [silenzio] Pronto, fragolina? Ci shei? Volèvo sholo dirti che io la tua dignità la custodisco [in sottofondo si sente il bisbiglìo di una terza persona]… com’è? Ah, sì. Come un bene prezioso nel mio cuore… [a mezza voce]… Sandro accidènti, cosa cribbio hai scritto qui? Scrivi come Bin Laden [a voce alta]… Anche quando… [rumore della comunicazione che viene interrotta]. Pronto? Fragolina? Shèi ancòra li?”

telefonata 6

Chiamata al numero fisso di un centralino. Sicuramente la redazione di un giornale o di una agenzia di stampa.
Monsieur S.: “Pronto? Si, sono Monsieur S., vorrei dettàrle una dichiarazione ufficiale…”

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desperate.gifRiceviamo e volentieri pubblichiamo, la toccante lettera inviataci da “Veronica L.”, una casalinga della provincia milanese consumata da un difficile rapporto con il suo partner. Sperando che le discriminazioni, grandi e piccole, di cui sono oggetto le donne possano – un giorno – essere un lontano ricordo. Non avanziamo commenti, rimandando agli insegnamenti illuminanti di chi, costantemente, si richiama ai valori della tradizione e della famiglia, meglio se bianca e caucasica e preconciliare.

Egregio dottor Cymbalus,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

Veronica L.

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Leonardo, mediano capo

cuellar.gif

Per la nuova sezione “Com’eravamo” un eroe del calcio, quando questo sport era ancora poesia: Leonardo Cuellar, classe 1954, centrocampista talentuoso e capitano del Messico ai mondiali del 1978. Com’era, nel suo splendore tricotico e peyotante al Mundial del 1978 e com’è adesso, con acqua minerale diuretica al seguito, tecnico della nazionale femminile messicana Under 19.

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hotdog.gifUn panciuto cinquantesettenne di Clinton (nessuna parentela, nessuna parentela!), località nello Stato del Michigan, Alfie Carrington, ha trascorso gli ultimi trent’anni della sua vita e investito l’equivalente di quasi 50.000 euro per costruire nel garage della sua casa un disco volante personale. Appassionato ufologo, Carrington , che ha ammesso di non avere alcuna nozione di ingegneria, avionica o meccanica, ha assemblato un UFO in carbonio dandogli la forma (evidentemente familiare) di una enorme salsiccia. L’uomo ha poi annunciato la volontà di tentare quanto prima un volo di collaudo. Nonostante alcuni esperti lo abbiano messo in guardia (il gigantesco ordigno “si disintegrerà appena acceso il rudimentale motore”, gli hanno assicurato), Alfie non intende cambiare idea. Il governo cinese si è dimostrato interessato al disco volante-tarocco indipendentemente dall’esito del lancio. Una notissima catena di fast-food – in calo di immagine dopo che si è scoperto che alcuni degli hamburger transgenici serviti ai tavoli si sono improvvisamente animati e, spogliatisi di insalatina, maionese e panozzo, hanno intonato sui tavoli “I will survive” – sponsorizzerà l’evento. In caso di esplosione in volo del pingue ufologo dilettante, l’azienda conta di ottenere un notevole ritorno economico, proiettando su una serie di spot le immagini di un hot-dog infuocato che solca i cieli del Michigan. Accendete i banchi phaser e alzate gli scudi.

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civilta.gif

Longo è lo cammino,
ma grande è la meta!
Vade retro Satan
vade retro Satan
vade retro Satan

Longo è lo cammino,
ma grande è la meta
vade retro Satan
vade retro Satan
vade retro Satan

Contro o Sarracino
seguiamo il Profeta!
Vade retro Satan
vade retro Satan
vade retro Satan

Seguo il Profeta
la nostra cometa
vade retro Satan
vade retro Satan
vade retro Satan

Senza armatura
senza paura
senza calzari
senza denari
senza la brocca
senza la gnocca
senza la mappa
senza la pappa
senza cavallo
né caciocavallo

Vade retro Satan
vade retro Satan
vade retro Satan
senza armatura
senza paura
senza calzari
senza denari
senza la brocca
senza la gnocca
senza la mappa
senza la pappa
senza cavallo
né caciocavallo

Longo è lo cammino
ma grande è la meta…

Brancaleone alle crociate
Regia di Mario Monicelli
colonna sonora di Carlo Rustichelli (1970)

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flashdance.gifQuello dei Patti Civili di Solidarietà, per gli amici PACS, è certamente uno dei temi più trattati nelle edizioni elettroniche dei maggiori organi di stampa italiani. Incontrando a Madrid il premier spagnolo Zapatero, il presidente Napolitano, apprendiamo dal “Corriere della Sera“, ha auspicato una soluzione di “sulle unioni civili anche nel dialogo con la Chiesa cattolica e tenendo conto delle preoccupazioni espresse dal Pontefice”. Una sintesi, insomma. Si potrebbe allora celebrare i matrimoni omosessuali in differita, trasmettendoli in fascia protetta o a tarda notte, al posto delle lezioni di algebra alchemica o di storia della dissenteria in età moderna del consorzio Nettuno.

La Chiesa, però, non mostra il minimo cedimento: come sottolinea il “Giornale“, “dopo quello di Monsignor Ruini, un nuovo attacco ai Pacs arriva dal segretario della Cei, monsignor Betori: ‘così scardinate la famiglia‘, dice al governo”. E poi (come scrive il “Messaggero“) conclude con una stoccata sull’eutanasia: “Attenti a non legiferare troppo“. Detto in palermitano stretto avrebbe un suono inquietante, ma fortunatamente Betori è umbro. Non mancano poi le discriminazioni vere e proprie. Da “Repubblica“, si viene a sapere, ad esempio a sapere che durante il provino per la conduzione di “Affari tuoi”, uno degli autori Pasquale Romani ha chiesto ad Insinna (l’attuale presentatore), se fosse gay. I deputati Luxuria e Grillini si sono indignati e noi con loro: preferivamo quando ai provini i candidati ballavano follemente “Maniac” indossando body nero e scaldamuscoli. “Quotidiano.net”, ovvero “Giorno”, “Nazione”, “Resto del Carlino” ribadisce più volte che “l’Unione è divisa” e che la Bindi tratta con Mastella (mancano Belfagor e i “Brutos” e poi siamo a posto).

La “Stampa” di Torino fornisce invece risalto ad una intervista con Stefano Gabbana. Appena rientrato dal carrozziere, Gabbana si dice deluso, da cattolico, delle chiusure da parte della Chiesa e poi sbotta: «La coppia è coppia, oltre tutto e tutti». Mica un full di sette. Poche luci e molte ombre, dunque, eppure, non manca una nota di speranza: la “Gazzetta dello Sport”conferma come questo mondo sia sempre un passo avanti rispetto al perbenismo e alle ipocrisie della cosiddetta società civile. Le dichiarazioni di Donadoni (“Ancelotti mi stimola“), valgono più di mille tavole rotonde. E, comunque, dateci Insinna versione Flashdance.

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