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Archive for the ‘afghanistan’ Category

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Vittime civili irachene documentate dal 2003 al 2008:
82.249 – 89.760
Vittime militari (Stati Uniti e forze della coalizione) dal 2003 al 2008:
4.300
Militari feriti (Stati Uniti e forze della coalizione) dal 2003 al 2008:
29.314
Costo della guerra in Iraq preventivato dall’amministrazione Bush:
50-60 miliardi di dollari
Costo complessivo delle operazioni militari per gli Stati Uniti (2003-2008):
600 miliardi di dollari

Costo mensile delle operazioni militari in Iraq (per gli Stati Uniti):
12 miliardi di dollari
Costi previsti delle operazioni in Iraq e Afghanistan (proiezione al 2017):
da 1.700 a 2.700 miliardi di dollari
Fonti:

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taliban.gifNostre fonti riservate ci confermano la veridicità della notizia, uscita alcuni giorni or sono, secondo la quale dei cinque capi talebani liberati in cambio della vita del giornalista della Repubblica Mastrogiacomo, ben quattro sarebbero già stati uccisi.

Tre di loro sicuramente nel corso dell’azione alleata che ha portato alla morte del mullah Dadullah. Tra questi, figurerebbero il mullah Shah Mansoor Ahmad (fratello di Dadullah), il mullah Hamdullah e il mullah Abdul Ghaffar. Un quarto mullah (Adidaslah, il mullah dalle tre strisce) sarebbe invece rimasto ucciso in un precedente scontro con le forze speciali statunitensi.

Soltanto uno sarebbe dunque sopravvissuto, sebbene malconcio, al raid: il cacofonico e occhiuto mullah Abibullah (vedi foto). Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire.

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vonnegut.gif

Kurt Vonnegut (1922-2007)

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alice00.gifGià intruppati eppure isolati in un mare di auto dirette verso itinerari magico-misterici o solitariamente pisolanti in mezzo ai resti di convivi pantagruelici, stagliati con gli occhi sognanti di Lucy contro un cielo caleidoscopico, riemergiamo oggi con il nostro sottomarino giallo, da un paio di giorni di astinenza catodico-radio-digitale. Il mondo è ancora lontano, come dietro un velo di cipolla.

“Che mi son perso?”, userebbero chiedersi a questo punto i piccoli lettori di una favola di altri tempi, riapproprinquandosi timidi alla rete – come Alice dietro allo specchio – seguendo le minuzzoline di pane seminate giorni fa nell’iperspazio. “Oh, nulla, piccini” – risponderebbe una ipotetica fatina cyberpunk. Ma poi, aprendo con solennità il sipario del ritorno a casa, accennerebbe, sogghignando tombombadillanamente, dei versi dozzinali:

Un povero ometto, gioviale e fraterno
ostaggio molesto del mondo moderno
finì abbandonato perché reputato
di schiatta inferiore a chi aveva guidato
e come l’autista finì decollato e spedito all’inferno

Ah, già, quasi dimenticavo. Il tricheco era Paul.

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