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Archive for the ‘attentati’ Category

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Trovandosi attorniato da un nugolo di piccole imbarcazioni, manovrate da venditori ambulanti in cerca di clienti, il comandante della Global Patriot, nave statunitense in attesa di transitare dal canale di Suez, ha ordinato ai suoi uomini di aprire il fuoco. Bilancio: un morto e almeno due feriti.

Un “no grazie” era più che sufficiente.

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headache.jpgLa Lingua tedesca è facile. Chi sa il Latino ed è abituato alle declinazioni la impara come niente. Questo, almeno, dicono i professori di tedesco alla prima lezione. E cominciate a studiare: der, des, dem, den, die, der, der, die e via di seguito. È semplicissimo… Ogni cosa ha un proprio nome. Impossibile sbagliare.

Quando avete fatto un po’ di pratica vi consigliano poi di consultare, giusto per fare un po’ di pratica, un particolare libro in lingua tedesca. È un magnifico volume, rilegato in tela, pubblicato a Lipsia e tratta degli usi e costumi dei Khoi-Khoi, più noti come Ottentotti (Hottentotten), una popolazione africana della Namibia. Vi si dice che nel territorio dove vive questa etnìa i canguri (Beutelratten) si trovano in grande numero e che vengono solitamente catturati e rinchiusi in gabbie (Kotter) munite di copertura (Lattengitter) per proteggerli dalle intemperie. In Tedesco, queste specifiche gabbie vengono chiamate Lattengitterkotter e il canguro prigioniero viene conseguentemente denominato Lattengitterkotterbeutelratte.

Ma il libro dice dell’altro. Dice che un giorno gli Ottentotti imprigionano un assassino (Attentäter), uccisore di una madre Ottentotta (Hottentottenmutter) che ha due bimbi ebeti e balbuzienti (Stottertrottel). Per indicare questa povera donna il tedesco ha una parola precisa: Hottentottenstottertrottelmutter. Anche quel disgraziato del suo assassino ha un nome ed uno solo: è un maledetto Hottentottenstottertrottelmutterattentäter, che Dio lo fulmini.

L’assassino – prosegue la storia – è catturato ed immediatamente rinchiuso, come tutti gli Attentäter, in un’angusta gabbia da canguro, cioè una Beutelrattenlattengitterkotter. Il delinquente riesce però ad evadere. Ben presto, tuttavia, cade nelle mani di un ardimentoso guerriero Ottentotto che lo trascina dinnanzi al capo del villaggio.

Gli Ottentotti, popolo colto ed amante dello Sturm und Drang, usano infarcire la loro lingua madre con i vocaboli cantati dagli immortali Goethe e Schiller.

– Ho catturato l`Attentäter! – esclama orgogliosamente il guerriero.
– Quale? – gli domanda il capo (che essendo germanofilo è molto pignolo).
– Il Il Lattengitterkotterbeutelrattenattentäter – balbetta il guerriero (e non potrebbe fare altrimenti dato che la parola ottentotto deriva dall’olandese Hottentotten, che significa balbuziente).
– Quale? – obietta il capo – Ce ne sono parecchi!
– Non sono sicuro – risponde l’indigeno – ma penso proprio che sia l’Hottentottenstottertrottelmutterattentäter.
– Eh, Teufel (diavolo)! – impreca il capo abbozzando un sorriso compiaciuto – Non lo potevi dire subito che hai catturato l’Hottentottenstottertrottelmutterlattengitterkotterbeutelrattenattentäter?

Come vedete, il Tedesco è facilissimo.
Basta solo un po’ d’applicazione e di buona volontà.

Auf Wiedersehen a tutti.

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In attesa di Berlusconi nei panni di Maria Teresa di Calcutta,
un video dei Goliardemocratici dal titolo Think Walter.
Sottotitolo: Indovina l’intruso.
* Estiqaatsi (pron. Esticàtzi): grande capo della tribù Cherokee Shalakke. Sciamano ed opinionista. Un breve profilo qui.

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Dopo i gravissimi incidenti di Belgrado seguiti alla proclamazione dell’indipendenza del Kosovo e la dura presa di posizione della Russia, tradizionalmente sostenitrice degli interessi Serbi nell’area, si sta assistendo ad una drammatica recrudescenza della crisi nei paesi balcanici. Mentre il governo Prodi ha preso tempo “in attesa di meglio comprendere la situazione”, a Sarajevo, uno studente serbo-bosniaco appartenente alla sedicente organizzazione “Mlada Bosnia”, a sua volta in contatto con la cellula terroristica “Crna Ruka”, ha ferito il rappresentante austriaco Franz Ferdinand che, in auto insieme alla moglie, si apprestava a partecipare ad una riunione straordinaria dei paesi dell’Unione Europea sulla crisi nell’area. Eludendo la sicurezza e la scorta, Gavrilo P., armato di una Browning del 1910 (miracolosamente ancora funzionante) si è lanciato contro l’auto scoperta con a bordo l’Alto diplomatico austriaco esplodendo numerosi colpi. Ferdinand e la signora Sophie sono stati trasportati nel vicino ospedale ma al momento non è trapelato nulla circa le loro condizioni. L’Austria ha immediatamente inviato a Belgrado una nota di protesta articolata in 15 punti, nella quale si intima alle autorità serbe di consentire che le indagini sull’attentato siano condotte da una commissione d’inchiesta e da funzionari di polizia austriaci. Il governo tedesco ha immediatamente appoggiato la richiesta austriaca, trovando però la perplessità di Francia e Inghilterra. Mentre il governo Prodi “ha preso tempo, in attesa di meglio comprendere la situazione”, la Lega Nord ha manifestato piena solidarietà con l’azione del giovane studente, appoggiandone la lotta per l’indipendenza.
Si è poi appreso che nelle prime ore di questa mattina, un mezzo militare delle forze armate italiane con a bordo il generale Tellini e altro tre graduati è stato fermato da un gruppo di uomini armati, probabilmente albanesi, mentre viaggiava lungo la carrozzabile Gianina-Argirocastro, al confine tra Albania e Grecia. Si ignorano le sorti dei nostri soldati. Mentre il governo Prodi “ha preso tempo, in attesa di meglio comprendere la situazione” e Veltroni ha proposta la creazione di un nuovo organismo internazionale, con sede a Ginevra (“una sorta di Lega delle Nazioni”, l’ha definito) e un piano articolato in 14 punti, il centro-destra, in prima battuta Silvio Berlusconi e Fini, ma soprattutto la nuova destra di Storace hanno chiesto a gran voce l’adozione di drastiche misure di ritorsione: “Intanto il pagamento di 50 milioni di euro a titolo di risarcimento e l’invio di una squadra navale per bombardare il porto e poi occupare militarmente l’isola di Corfù” – hanno fatto sapere ambienti vicini alla destra – “Poi, si vedrà quali reni eventualmente spezzare”.
Le notizie giungono come un fulmine a ciel sereno, se si considera che giungono da uno scacchiere tradizionalmente tranquillo come quello balcanico nel quale, dai tempi del Congresso di Berlino del 1878, non si era più registrata una crisi di questa entità.

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