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Archive for the ‘crisi Balcani’ Category

Dopo i gravissimi incidenti di Belgrado seguiti alla proclamazione dell’indipendenza del Kosovo e la dura presa di posizione della Russia, tradizionalmente sostenitrice degli interessi Serbi nell’area, si sta assistendo ad una drammatica recrudescenza della crisi nei paesi balcanici. Mentre il governo Prodi ha preso tempo “in attesa di meglio comprendere la situazione”, a Sarajevo, uno studente serbo-bosniaco appartenente alla sedicente organizzazione “Mlada Bosnia”, a sua volta in contatto con la cellula terroristica “Crna Ruka”, ha ferito il rappresentante austriaco Franz Ferdinand che, in auto insieme alla moglie, si apprestava a partecipare ad una riunione straordinaria dei paesi dell’Unione Europea sulla crisi nell’area. Eludendo la sicurezza e la scorta, Gavrilo P., armato di una Browning del 1910 (miracolosamente ancora funzionante) si è lanciato contro l’auto scoperta con a bordo l’Alto diplomatico austriaco esplodendo numerosi colpi. Ferdinand e la signora Sophie sono stati trasportati nel vicino ospedale ma al momento non è trapelato nulla circa le loro condizioni. L’Austria ha immediatamente inviato a Belgrado una nota di protesta articolata in 15 punti, nella quale si intima alle autorità serbe di consentire che le indagini sull’attentato siano condotte da una commissione d’inchiesta e da funzionari di polizia austriaci. Il governo tedesco ha immediatamente appoggiato la richiesta austriaca, trovando però la perplessità di Francia e Inghilterra. Mentre il governo Prodi “ha preso tempo, in attesa di meglio comprendere la situazione”, la Lega Nord ha manifestato piena solidarietà con l’azione del giovane studente, appoggiandone la lotta per l’indipendenza.
Si è poi appreso che nelle prime ore di questa mattina, un mezzo militare delle forze armate italiane con a bordo il generale Tellini e altro tre graduati è stato fermato da un gruppo di uomini armati, probabilmente albanesi, mentre viaggiava lungo la carrozzabile Gianina-Argirocastro, al confine tra Albania e Grecia. Si ignorano le sorti dei nostri soldati. Mentre il governo Prodi “ha preso tempo, in attesa di meglio comprendere la situazione” e Veltroni ha proposta la creazione di un nuovo organismo internazionale, con sede a Ginevra (“una sorta di Lega delle Nazioni”, l’ha definito) e un piano articolato in 14 punti, il centro-destra, in prima battuta Silvio Berlusconi e Fini, ma soprattutto la nuova destra di Storace hanno chiesto a gran voce l’adozione di drastiche misure di ritorsione: “Intanto il pagamento di 50 milioni di euro a titolo di risarcimento e l’invio di una squadra navale per bombardare il porto e poi occupare militarmente l’isola di Corfù” – hanno fatto sapere ambienti vicini alla destra – “Poi, si vedrà quali reni eventualmente spezzare”.
Le notizie giungono come un fulmine a ciel sereno, se si considera che giungono da uno scacchiere tradizionalmente tranquillo come quello balcanico nel quale, dai tempi del Congresso di Berlino del 1878, non si era più registrata una crisi di questa entità.
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