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Archive for the ‘giustizia’ Category

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Riprendo il testo dell’appello riportato da AndreaTj. Fatelo circolare, girate voce, credo sia una cosa importante. Collegatevi e lasciate un messaggio a www.pinomasciari.org.

L’IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA LA LOCALITA’ PROTETTA SENZA SCORTA PER RECARSI IN CALABRIA COME FORMA ESTREMA DI PROTESTA IN ATTESA DELLA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI E CONTEMPORANEAMENTE CHIEDE PER LA FAMIGLIA ASILO POLITICO O ADOZIONE AD ALTRO STATO:

Sono un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare decine di appartenenti al sistema `ndranghetista con le sue collusione all’interno delle Istituzioni. Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d’uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione, contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona. Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra).

Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza. Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l’assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta.

La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell’allarmante contesto di ‘ndrangheta, acceso e dilagante.

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Dopo Marcello Dell’Utri, già noto per i suoi legami con Vittorio Mangano, eroico stalliere di villa Berlusconi ad Arcore, lo scandalo che coinvolgerebbe le cosche della ‘ndrangheta calabrese in un traffico di voti dal Venezuela all’Italia si è arricchito di un nuovo nome, quello di Aldo Micciché.

L’ex democristiano, ritenuto vicino agli ambienti dei Piromalli, eroici esponenti della cosca di Gioia Tauro, si è difeso dicendo che dietro il presunto legame con la malavita organizzata si cela uno spiacevole equivoco, per giunta dettato da alti scopi umanitari.

“Volevo solo aiutare un ragazzo malato” – ha singhiozzato il povero Micciché al cronista del Corriere che ne ha raccolto lo sfogo.

Pochi minuti dopo, l’emittente Telepadania ha interrotto la messa in onda del fortunato reality show dialettale riservato all’etnìa orobica “La Faturia”, per diffondere l’audio di poche laconiche parole di Umberto Bossi: “Io sto benissimo”.

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“Il pubblico accusatore deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale”, ha dichiarato ieri a Savona un Silvio Berlusconi che, come il buon frate Remigio da Varagine, man mano che si avvicinano i giorni del voto, si dimostra sempre più ispirato.

Oggi, dai microfoni della trasmissione RAI “Radio Anch’io” parlando del servizio militare, “il – candidato – premier – dello – schieramento – a – noi – avverso (come lo definisce Uolter Ueltroni, ricorrendo a una parafrasi degna della lingua dei nativi americani) ha invece reso nota – a sorpresa – l’intenzione di reintrodurre il servizio militare per tutti i cittadini italiani – ragazzi e ragazze – che abbiano compiuto il 18° anno di età.

“Il servizio di leva sarà nuovamente obbligatorio” – ha dichiarato Berlusconi. Che poi si è affrettato a puntualizzare: “Verrà comunque inserita una speciale clausola che garantirà di fatto gli obiettori, facendo sì che siano chiamati sotto le armi solo coloro che lo vogliano effettivamente”.

“All’attuale legge sul servizio militare che consta di 11 articoli” – ha concluso il leader del PdL – “ne verrà aggiunto un dodicesimo proprio a tutela dei diritti degli obiettori di coscienza”.

L’articolo, si è saputo più tardi, è stato elaborato da uno dei membri del mio brain trust, lo statunitense Joseph Heller“, lo stesso che ha scritto il discorso di Savona ed elaborato la proposta di test mentale per i giudici.

Ecco il testo dell’articolo.

Articolo 12 – Comma 1
L’unico motivo valido per chiedere il congedo dal fronte è la pazzia.
Articolo 12 – Comma 22
Chiunque chieda il congedo dal fronte non è pazzo.

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salvuccio.jpgTempi duri per i tutori dell’ordine in ogni parte del mondo. Negli Stati Uniti, alcuni agenti della polizia di Hamilton (Ohio) si sono lasciati sfuggire un detenuto durante un trasferimento. L’episodio è stato ripreso da alcune telecamere a circuito chiuso e diffuso in rete, con grande disappunto delle autorità locali. Nelle immagini si nota il fuggiasco (con regolamentare tutina color arancio-guantanamo) precipitarsi fuori dal mezzo che lo trasportava, inutilmente inseguito da alcuni agenti con evidenti problemi di sovrappeso.

Se i delinquenti americani devono guadagnarsi la libertà facendo jogging, i mafiosi nostrani hanno invece vita decisamente più facile. Al figlio di Totò Riina, Giuseppe Salvatore, detto “Salvuccio” (già condannato in appello a 8 anni per associazione mafiosa), è bastato attendere che la Cassazione decretasse la scadenza dei termini di custodia. Abbigliato in stile paninaro, con elegante piumino bianco senza maniche, e maglioncino rosa, il giovane è uscito con fare annoiato dal carcere, allontanandosi poi su una lussuosa Mercedes nera. “Una vera disdetta” – hanno commentato alcuni esperti del settore – “di questo passo i nostri criminali perderanno condizione atletica e non saranno più in grado di primeggiare come in passato su quelli degli altri paesi”. Un altro segno del declino del nostro paese.

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