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Archive for the ‘religione’ Category

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ipod.jpgUn Silvio Berlusconi ultrafardico in volto ma diafano sul collo (il visagista di fiducia aveva colpevolmente lesinato con la terra di Siena in quell’area) ha presentato il programma del Partito del Popolo delle Libertà, che in quanto a cacofonia è inferiore solo ai “Prodi Parà Privi di Paura” (per gli amici PPPP) che i lettori delle Sturmtruppen del compianto Bonvi ricorderanno sicuramente.

Ormai definitivamente a suo agio nel ruolo dell’Unto, l’uomo di Arcore ha evidentemente deciso di trasformare la campagna elettorale in una sorta di cavalcata cabbalistico-esoterica.

In principio, si potrebbe dire parafrasando il Libro, furono i manifesti. Manifesti evangelici in cui il nostro paese, come Lazzaro in procinto di essere resuscitato dal Salvatore, viene esortato a scuotersi con l’imperativo categorico “Rialzati!“(rimane un solo dubbio: se l’Italia è Lazzaro gli italiani come li chiamiamo, lazzaroni?). Al sopra citato “alzati e cammina”, ecco dunque aggiungersi la piattaforma politica di Berlusconi. Si tratta di un programma articolato in sette punti.

Sette, un numero denso di significati, che ricorre più volte nella tradizione cristiana. In sette giorni, si sa, Dio creò il mondo e il genere umano “a sua immagine e somiglianza” (il che significherebbe 6,6 miliardi di umanoidi brevilinei, affetti da alopecia e da leggera zoppìa che vagano per il globo terracqueo con stampato sul volto un sorriso che pare una emiparesi e che si salutano allegramente agitando corna, mostrano il dito medio, o che abbozzano il gesto dell’ombrello). Sette sono i libri dell’Eptateuco nella Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, Giosuè, Giudici. Sette sono poi i doni dello Spirito Santo (ancora lui!) ai cristiani, ovvero sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio (e dai…), tutte doti di cui, per unanime riconoscimento, il Bossi Umberto dispone in somma quantità. Sette sono i Sacramenti: battesimo, cresima, eucaristia, penitenza , unzione dei malati (ecco!), ordine sacro, matrimonio e si sa, il popolo delle libertà e soprattutto numerosi suoi dirigenti non mancano di praticarli (specie l’ultimo citato) profusamente.

Ma il richiamo al divino non si limita alla tradizione cristiana. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le confessioni: sette sono i bracci della Menorah, il candelabro della tradizione ebraica, sette sono gli attributi di Allah (vita, conoscenza, potenza, volontà, udito, vista e parola), sette sono gli dei della felicità nel buddhismo e nello scintoismo e sette sono i grandi saggi della tradizione induista (Hare Silvio… Hare Silvio… Silvio, Silvio… Hare Hare…).

Insomma, un vero delirio mistico.

Se non fosse che la scelta di Silvio “Bernadette” Berlusconi di puntare tutto sul sette presenta anche dei lati negativi. Restando nell’ambito religioso, sette sono i peccati capitali: ira, accidia, lussuria, avarizia, gola, invidia e superbia. Ma, soprattutto, secondo San Giovanni, sette sono i Sigilli che verranno rotti annunciando la fine del mondo, sette le trombe che sette angeli suoneranno in quell’occasione, sette i portenti che si verificheranno e sette saranno le coppe dalle quali, sempre nel Giorno del Giudizio, si verserà e si spargerà l’ira del Signore.

Ma al leader del Partito del Popolo delle Libertà (per gli amici – e come direbbe eta beta – PdPdL) è stato taciuto la più terribile e la più perfida delle immagini che questo numero magico è in grado di evocare. Un’immagine affatto mistico-esoterica né messianico-cabbalistica. Un’immagine che sa di umorismo di bassa lega, spicciolo e dozzinale eppure in grado di rappresentare una vera e propria nemesi per l’uomo della Provvidenza. Qualcosa di saldamente radicato nell’immaginario collettivo non solo italiano ma addirittura occidentale e anche oltre.

Per un atroce scherzo del destino sette, prima di ogni altra cosa, sono, innanzitutto, i nani di Biancaneve.

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Dall’autorevole rivista statunitense “The Onion” riceviamo, traduciamo e pubblichiamo una drammatica notizia di cronaca:

mrchrist1.jpgMartedì scorso nella località di Huntsville (Alabama), Jesus Christ detto Messia, noto attivista antiabortista ha ucciso due persone e ne ha ferite in modo serio altre sette, aprendo il fuoco nella sala d’aspetto di una clinica dove veniva praticato l’aborto.

Il personale della sicurezza presso la Clinica Medico-Ginecologica di Huntsville è riuscito a disarmare Messia prima che potesse ricaricare l’arma, una Glock 9mm di seconda mano che le autorità hanno poi scoperto essere stata regolarmente acquistata in un negozio di caccia e pesca di Jackson (Massachussets). “L’aborto è un peccato”, ha dichiarato Christ mentre veniva condotto via in manette, “È un abominio ai Miei occhi”. I testimoni hanno raccontato che l’aggressione, a seguito della quale hanno perduto la vita il dottor Nelson Woodring, 51 anni, e l’infermiera Danielle Costa, 29enne, è accaduta come se l’uomo sbucasse “dal nulla”.

“Si è diretto al bancone delle ammissioni e ha chiesto di poter vedere il dottor Woodring”, ha dichiarato la receptionist Iris Reid. “Un secondo dopo stava gridando passi della Bibbia, aprendo il fuoco su tutto quello che si muoveva”.

“E’ stato orribile”, ha aggiunto l’infermiera Jessica Combs, ferita e ricoverata in un ospedale della zona per ferite di arma da fuoco alla gamba e all’addome. “Ha messo le mani sulla testa di Woodring, gli ha detto che lo perdonava per i suoi peccati e poi gli ha sparato dritto in faccia”. Le autorità di polizia di Huntsville non sono ancora stati in grado di spiegare come il Messia sia stato capace di aggirare la sicurezza ed entrare senza essere notato dalle telecamere a circuito chiuso nella sala d’aspetto della clinica. Una volta penetrato nell’edificio, Lui ha poi estratto la pistola che aveva nascosto sotto la tunica. Anche gli investigatori della FBI si sono dichiarati “perplessi”, affermando che Christ si è mosso “per vie misteriose”.

Parlando ai giornalisti dal suo luogo di detenzione, il trentatreenne Christ ha detto di non essere pentito di ciò che aveva appena fatto.

Christ rischia la pena di morte, ancora vigente nello Stato dell’Alabama. Il docente di diritto penale dell’Università del Michigan, Arthur Lipscomb, intervistato al riguardo hamrchrist02.jpg dichiarato che “con il giusto giudice e la giusta giuria, Christ rischia di essere condannato a morte di nuovo”. In questo caso, ha proseguito Lipscomb, lo Stato dell’Alabama sarebbe più propenso a fare ricorso al metodo dell’iniezione letale piuttosto che a quello della crocefissione. Dal canto suo, Christ ha dichiarato di non temere una simile prospettive: “Quelli che mi conoscono” – ha fatto sapere tramite i suoi dodici legali – “sanno che sono disposto a morire per i peccati altrui, se questi peccati sono l’avarizia, l’accidia, l’idolatria o la macellazione di una vita non nata”.

La sparatoria di martedì non è il primo episodio che vede Jesus Christ avere a che fare con la legge. L’8 aprile dell’anno 29, Egli fu arrestato nella provincia romana della Giudea per false dichiarazioni e millantato credito (si spacciava per Re d’Israele). L’11 gennaio 1996, Christ, insieme a sei altri attivisti antiabortisti fu arrestato per aver cercato di bloccare l’accesso ad una clinica di Cheektowaga (New York) dove si praticavano aborti. Nell’ottobre 1997, fu nuovamente arrestato per aver spedito per posta buste contenenti antrace a due dozzine di medici abortisti in tutti gli Stati Uniti.

Nelle foto. In alto: Uno sceriffo federale conduce Christ in cella. Nel riquadro: uno dei feriti viene trasportato in ospedale.
Nella foto successiva: Christ (il secondo da destra) alla testa di una manifestazione del movimento per la vita organizzata per le vie di Washington nel 1995.

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