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Archive for the ‘sicurezza’ Category

Dopo un inizio in sordina, il nuovo governo è in procinto di varare le prime misure per risolvere i problemi che attanagliano la sempre più tremebonda società italiana. E’ stato infatti diramato alle agenzie la bozza del cosiddetto “pacchetto Maroni”, provvedimento di legge che si propone di regolare i flussi migratori a suo tempo oggetto della “Bossi-Fini” e, nel contempo, colpire con fermezza coloro che minano l’ordine e la sicurezza interna. Ecco l’articolo che riguarda le nuove norme sulle espulsioni. Il comma finale è stato vergato (nel senso letterale del termine) da Bossi in persona:

1. Per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, il Ministro dell’interno può disporre l’espulsione, dandone preventiva notizia al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli affari esteri.
L’espulsione è disposta dal prefetto nel caso il cui il soggetto sia:

Omosessuale (ma solo se sfila in piume di struzzo invece che in giacca e cravatta al Gay Pride), Rom, immigrato clandestino (ma non badante), rifiuto umano (solo se abbandonato in strada) fuoriuscito dallo Zimbabwe e proveniente dalla Spagna di Zapatero, un po’ ebreo (ma non sionista) e un po’ musulmano (meglio se talebano), simpatizzante comunista con ascendenze cinesi, magistrato giustizialista, ex opinionista di una trasmissione RAI di approfondimento giornalistico. Meglio se un po’ terrone.

“Chi risponde a queste caratteristiche è semplicemente avvertito” – ha dichiarato con il consueto linguaggio semplificatorio il ministro per la semplificazione legislativa Calderoli (che indossava una T-Shirt nuova fiammante con su scritto “Frankie Say Relax PdL Just Do It”) – “da domani RAUS!”.

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Riprendo il testo dell’appello riportato da AndreaTj. Fatelo circolare, girate voce, credo sia una cosa importante. Collegatevi e lasciate un messaggio a www.pinomasciari.org.

L’IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA LA LOCALITA’ PROTETTA SENZA SCORTA PER RECARSI IN CALABRIA COME FORMA ESTREMA DI PROTESTA IN ATTESA DELLA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI E CONTEMPORANEAMENTE CHIEDE PER LA FAMIGLIA ASILO POLITICO O ADOZIONE AD ALTRO STATO:

Sono un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare decine di appartenenti al sistema `ndranghetista con le sue collusione all’interno delle Istituzioni. Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d’uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione, contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona. Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra).

Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza. Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l’assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta.

La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell’allarmante contesto di ‘ndrangheta, acceso e dilagante.

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In un suo articolo uscito ieri e subito ripreso dai giornali di mezzo mondo, il New York Times mette in guardia i blogger dal rischio di gravi patologie o addirittura di una morte prematura come conseguenza dello stress accumulato nella gestione delle loro pagine web.

Lo proverebbero alcune morti di famosi blogger d’oltre Oceano a seguito di complicanze al sistema cardiocircolatorio causate da ansia, insonnia, mancanza di attività fisica e cattive abitudini alimentari frutto della loro dipendenza dalla rete.

Insomma, secondo alcune ricerche ne ucciderebbe più la sezione “statistiche del blog” che la spada.

Per quanto mi riguarda ho già fatto tesoro di questo consiglio. Il testo di questo articolo è stato scritto in piedi, correndo sul posto, mangiando una barretta ipocalorica con in sottofondo una rilassante compilation di musica new age per arpa e richiami di balene azzurre.

Vi consiglio di fare altrettanto.

Oooommmmmmmmmmmm…………………..

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Trova conferma anche tra le agenzie di stampa la notizia, diffusa nella notte di ieri, di un crollo avvenuto in pieno centro storico a Firenze. L’unico edificio danneggiato (non ci sono feriti né ulteriori danni a cose o proprietà) è quello dove ha sede il prestigioso Bar gello, tra piazza del Duomo e via dell’Oriuolo.

Dai resoconti dei cronisti giunti sul posto giungono inoltre i primi particolari e le prime testimonianze. Il custode – unico a trovarsi nel palazzo e miracolosamente uscito illeso dal crollo – ha dichiarato di avere avuto appena il tempo di precipitarsi in strada prima che i muri perimetrali cedessero, seppellendo alcune tra le più preziose collezioni custodite all’interno dei locali.

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L’emittente radiofonica fiorentina Controradio ha appena interrotto la sua programmazione per informare che nel centro di Firenze è stato udito un rumore sordo e che la zona è adesso coperta da una fitta coltre di polvere.

Secondo le prime concitate notizie sarebbe crollata un’ala del palazzo disabitato che ospita il Bar gello, tra piazza del Duomo e via dell’Oriuolo.

SI ESCLUDONO CON CERTEZZA DANNI ALLE PERSONE O AGLI EDIFICI CIRCOSTANTI, ma si teme per le preziose collezioni custodite nel prestigioso palazzo storico.

Ulteriori particolari qui

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