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Archive for the ‘violenza’ Category

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Ieri le dichiarazioni di Umberto Bossi a Verbania: “se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare con semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili”.

A chi gli chiedeva una dichiarazione in merito, Berlusconi ha minimizzato: “i fucili non ci sono” – ha dichiarato – “Quando parla così, significa solo che farà una forte battaglia politica sulle schede”. In ogni caso, ha poi puntualizzato il candidato premier del PdL, Bossi non ricoprirà, per via delle sue condizioni di salute, incarichi ministeriali in un eventuale governo di centro-destra.

Insomma, Bossi sta male.

Diamine. Non ce n’eravamo accorti.

Nella foto: Il generale Umberto indica con piglio marziale ai fucilieri padani il polo sud geografico.

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frine.jpgHa avuto inizio a Genova la seconda parte della requisitoria dei pm nell’ambito del processo per le violenze avvenute nella caserma di Bolzaneto, in margine alle drammatiche giornate del G8 del 2001.

Al termine delle dure parole usate dai pm nei confronti degli agenti indagati, ha preso la parola la difesa, che ha demolito con arguto e circostanziato argomentare ed ispirata vena retorica le tesi dell’accusa.

“Nessuna violenza di sorta” – ha dichiarato il collegio difensivo “si è mai consumata nella caserma in questione”. “Semmai” – ha proseguito il principe del foro – “gli agenti hanno cercato, vista la costituzione esile e macilenta degli attivisti NoGlobal, di svilupparne le capacità fisiche e affinarne le doti mentali”.

La posizione del cigno, che secondo i pm sarebbe stata inflitta per ore ad alcuni dei fermati, è infatti un classico della preparazione atletica di ogni buon karateka. “E’ il metodo con il quale il signor Miyagi ha portato alla vittoria il giovane ed inesperto karate Kid”, ha affermato l’avvocato. Si spiegherebbero in questo metodo anche molte delle presunte violenze nei confronti delle giovani. “Furono fatte spogliare nude” – ha puntualizzato la difesa – “semplicemente perché utilizzassero i loro vestiti per il metodo (sempre usato dal signor Miyagi) del metti cera leva cera, con il quale si potenziano i muscoli delle braccia”.

Quanto all’espressione “Nano di merda”, erroneamente attribuita da alcuni agenti ad un napoletano disabile (“certo che questo, le ha proprio tutte”, ha chiosato finemente l’avvocato) era invece riferita al sapore decisamente aspro di un famoso aperitivo in voga negli anni ’70-’80 che i tutori dell’ordine stavano degustando mentre interrogavano pacatamente il ragazzo. I piercing strappati anche dalle zone intime, infine (al profferire di questa frase i 3/4 del pubblico, l’intera giuria popolare e i giudici togati sono stati visti piegarsi in avanti, portarsi le mani sulle zone pubiche e, con gli occhi serrati, fare strane smorfie con la bocca) sarebbero stati invece tolti con tutte le dovute precauzioni allo scopo semmai di meglio apprezzarne la foggia. “Molti dei miei clienti sono accaniti della body art in tutte le sue espressioni. Insomma, tutto un equivoco, un qui pro quo generato da azioni sorte così, “per burla, per celia, che si chiariranno presto”, ha concluso la difesa.

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Dopo i gravissimi incidenti di Belgrado seguiti alla proclamazione dell’indipendenza del Kosovo e la dura presa di posizione della Russia, tradizionalmente sostenitrice degli interessi Serbi nell’area, si sta assistendo ad una drammatica recrudescenza della crisi nei paesi balcanici. Mentre il governo Prodi ha preso tempo “in attesa di meglio comprendere la situazione”, a Sarajevo, uno studente serbo-bosniaco appartenente alla sedicente organizzazione “Mlada Bosnia”, a sua volta in contatto con la cellula terroristica “Crna Ruka”, ha ferito il rappresentante austriaco Franz Ferdinand che, in auto insieme alla moglie, si apprestava a partecipare ad una riunione straordinaria dei paesi dell’Unione Europea sulla crisi nell’area. Eludendo la sicurezza e la scorta, Gavrilo P., armato di una Browning del 1910 (miracolosamente ancora funzionante) si è lanciato contro l’auto scoperta con a bordo l’Alto diplomatico austriaco esplodendo numerosi colpi. Ferdinand e la signora Sophie sono stati trasportati nel vicino ospedale ma al momento non è trapelato nulla circa le loro condizioni. L’Austria ha immediatamente inviato a Belgrado una nota di protesta articolata in 15 punti, nella quale si intima alle autorità serbe di consentire che le indagini sull’attentato siano condotte da una commissione d’inchiesta e da funzionari di polizia austriaci. Il governo tedesco ha immediatamente appoggiato la richiesta austriaca, trovando però la perplessità di Francia e Inghilterra. Mentre il governo Prodi “ha preso tempo, in attesa di meglio comprendere la situazione”, la Lega Nord ha manifestato piena solidarietà con l’azione del giovane studente, appoggiandone la lotta per l’indipendenza.
Si è poi appreso che nelle prime ore di questa mattina, un mezzo militare delle forze armate italiane con a bordo il generale Tellini e altro tre graduati è stato fermato da un gruppo di uomini armati, probabilmente albanesi, mentre viaggiava lungo la carrozzabile Gianina-Argirocastro, al confine tra Albania e Grecia. Si ignorano le sorti dei nostri soldati. Mentre il governo Prodi “ha preso tempo, in attesa di meglio comprendere la situazione” e Veltroni ha proposta la creazione di un nuovo organismo internazionale, con sede a Ginevra (“una sorta di Lega delle Nazioni”, l’ha definito) e un piano articolato in 14 punti, il centro-destra, in prima battuta Silvio Berlusconi e Fini, ma soprattutto la nuova destra di Storace hanno chiesto a gran voce l’adozione di drastiche misure di ritorsione: “Intanto il pagamento di 50 milioni di euro a titolo di risarcimento e l’invio di una squadra navale per bombardare il porto e poi occupare militarmente l’isola di Corfù” – hanno fatto sapere ambienti vicini alla destra – “Poi, si vedrà quali reni eventualmente spezzare”.
Le notizie giungono come un fulmine a ciel sereno, se si considera che giungono da uno scacchiere tradizionalmente tranquillo come quello balcanico nel quale, dai tempi del Congresso di Berlino del 1878, non si era più registrata una crisi di questa entità.

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